Grero

nome commerciale:
Grero
natura merceologica:
Rosso IGP Umbria
annata:
2012
uve impiegate:
Grero
giacitura:
Collinare
tipo di allevamento:
Cordone speronato
produzione annua:
377 bottiglie
raccolta:
manuale in cassetta
affinamento:
In caratelli di legno
profumo:
frutti rossi, speziato e balsamico di erbe aromatiche
colore:
Porpora
abbinamenti:
Salumi, formaggi e carni alla brace
confezionamento:
bottiglia da 0,75 l
Alcool:
14,00 %

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La messa in produzione del Grero o Nero di Todi è un’operazione compiuta dalla Zazzera Vigne e Vini che rispecchia perfettamente l’identità e la mission dell’azienda. Rievocare la storia, valorizzare le tradizioni, riportare sulle tavole i sapori e gli odori del passato: questi sono infatti alcuni degli obiettivi fondamentali per i quali la famiglia Zazzera lavora da sempre.E proprio dalla tradizione dei nonni, dalle loro cantine e dalle loro viti maritate all’acero è stato recuperato un vino dal sapore antico ed unico. Il vitigno dal quale si ottiene questo vino è ricchissimo in polifenoli, dal colore viola intenso, ricco di frutti rossi e spezie. La produzione limitata e le basse rese in vigna rendono questo vino una rara specialità dell’enologia umbra, destinata ai veri intenditori.

Si tratta di una varietà di Grechetto a bacca nera quasi del tutto scomparsa, ma che a partire dal 2005 è stata oggetto di un progetto di ricerca che ha portato, nel 2011, alla sua iscrizione nel Registro nazionale delle varietà di viti da vino.

Il primo a scoprire questo pregiato vitigno è stato Alessandro Carletto, enologo della Zazzera Vign e Vini, che ha poi collaborato allo studio e alla sperimentazione per la riscoperta del Grero, eseguiti dal professor Alberto Palliotti del dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali dell’Università di Perugia. Palliotti ha certificato l’esistenza di documenti storici, risalenti alla fine dell’800 e ai primi del ‘900, che attestano che il vitigno era presente già da tempo sul territorio di Todi e in alcune altre zone dell’Umbria.

L’indagine è consistita nell’analisi ampelografica e molecolare del vitigno, in ricerche agronomiche, vinificazioni ed ancora analisi chimiche, fisiche e sensoriali.

È stato necessario indagare anche sul nome perché in passato questa varietà di vite veniva chiamata “Greco Nero” proprio come un vitigno coltivato in Calabria, già da tempo iscritto nel Registro nazionale delle varietà di viti da vino. La ricerca svolta ha permesso tuttavia di accettare che si tratta di vitigni molto differenti fra di loro, così si è pensato di prendere le desinenze iniziali e finali dei due nomi e in questo modo si è arrivati alla denominazione di “Grero”.

La pianta madre del Grero, il cui rinvenimento era indispensabile per poter parlare di “vitigno autoctono”, è stata trovata nel febbraio 2009 in località Romazzano, piccola frazione di Todi non lontana dalla vigna Zazzera: si tratta di una vite con più di 120 anni e con un tronco dal diametro di ben 37 centimetri.

Il Grero, oltre ad una storia importante, ha anche un sapore particolare e sorprendente e importanti proprietà organolettiche: merita quindi certamente un brindisi e un assaggio.